Il blog del mistero
Paolo Roversi
Taccuino di una sbronza
Kowalski
Pagine 192
Prezzo 11,00 euro
È da ieri in libreria Taccuino di una sbronza di Paolo Roversi. Siamo fuori dal noir - campo al quale Paolo si è dedicato con successo - e dentro il mainstream: il romanzo racconta la metamorfosi di Carlo Boschi, un tranquillo ragazzo milanese che, in procinto di sposarsi, trascorre il suo addio al celibato in compagnia dell'amico Romeo in un pub di Dublino, dove si ubriaca fino a crollare svenuto. Uscito dal coma etilico, il mansueto bancario è convinto di essere Charles Bukowski, il suo autore-feticcio, morto proprio la notte in cui Carlo collassava su un pavimento di legno in Temple Bar. Sotto lo sguardo incredulo di Romeo, io narrante del romanzo, Carlo-Charles non solo non si riprende con il trascorrere dei giorni, ma inizia a somigliare, fisicamente e nei comportamenti, al deceduto Bukowski. Mandato all'aria il matrimonio e il lavoro in banca, Carlo-Charles inizia a bere, scrivere poesie, frequentare locali sordidi e donne diverse...
La storia di fantasia e la storia reale dell'Italia degli ultimi 14 anni si fondono, e oltre agli avvenimenti reali (da Mani Pulite al G8 di Genova) compaiono qua e là "cameo" di vari personaggi: Jolanda Bivano, amica di Buk e dei poeti della Beat generation, è ovviamente Fernanda Pivano. Il politico Berloni, i cui manifesti tappezzano i muri di Milano, è... indovinate chi. Lo stesso Enrico Franceschini, autore della postfazione del libro, è protagonista di un episodio del libro.
Accompagnato da un solido lancio multimediale (sotto il booktrailer) e da una campagna di presentazioni (qui le evoluzioni e i resoconti), Taccuino di una sbronza è più del ritratto della Milano da bere e dell'Italia degli anni 90. Va giù come una birra fresca, ma lascia storditi come un whisky d'annata del quale si è abusato. È il resoconto di una generazione confusa e irrisolta.
Consigliato a chi non ha paura di diventare adulto.