blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Schermi di piombo, anni di piombo: "Io non scordo" e gli scontri alla Sapienza

Mercoledì 28 Maggio 2008, 21:44 in Varie di

Una settimana fa ero alla sala Trevi per uno degli appuntamenti della rassegna romana Schermi di piombo, dedicata al cinema italiano che ha raccontato gli anni di piombo. Argomento di cui si parla molto, in questi giorni, visto che il 2008 segna il trentesimo anniversario del 1978, anno della morte di Aldo Moro
Nell'incontro del 21 maggio sono emersi spunti interessanti, alla presenza di scrittori e registi chiamati a confrontarsi sul diverso modo di raccontare e ricordare quel periodo. Secondo Giancarlo De Cataldo, il tema della violenza attraversa tutta la storia italiana, dall'unità d'Italia ai giorni nostri, indipendentemente da una motivazione ideologica più o meno radicata. Per Francesca D'Aloia c'è stato un diverso approccio al terrorismo a seconda che fosse di destra o di sinistra, nella misura in cui verso il terrorismo di sinistra c'era una sorta di giustificazione che non valeva per quello di destra. A me interessava il punto di vista di Gabriele Marconi, che ho editato nel fantasy Il regno nascosto e di cui ho letto Io non scordo. Gabriele è di destra, e fino a sei mesi fa un'affermazione del genere avrebbe chiuso da parte mia, in maniera biecamente ottusa, qualunque possibilità di dialogo. Parlando con Gabriele, invece, e leggendo Io non scordo, che mi ha gentilmente regalato, mi si è aperta una diversa prospettiva. Gabriele racconta che se a 14 anni decidevi - per ribellione verso la famiglia, per anticonformismo, per inclinazioni personali - di essere di destra, ti ritrovavi automaticamente colpevole di genocidio degli ebrei, golpe e stragi varie. A 14 anni. Alla faccia del principio di responsabilità penale personale. Io non scordo nasce dalla necessità di un ex militante che nel 1990 (dieci anni dopo la strage di Bologna) non si riconosce negli stereotipi con cui la destra viene raccontata. Adesso, dice Gabriele, è diverso: è uscito Cuori neri di Luca Telese, è uscito il libro di Mattei sul rogo di Primavalle... Ma nel 1990 era diverso. Scrive quindi Io non scordo, che non può essere un saggio - perché, dato il vissuto, a Gabriele manca il distacco necessario per arrivare a una "memoria condivisa" - ma è un racconto, una finzione. Scrive per raccontare cosa pensavano quei ragazzi, al di là delle ideologie. Scrive per raccontare persone, sentimenti ed emozioni, non politica. E da questo scritto nasce una prospettiva diversa - umana, appunto - che non riduce le persone a ideologie ma le rende reali, concrete, addirittura difendibili nella loro vulnerabilità. L'incontro con Gabriele - ma anche con Riccardo Arena, di cui parlerò nei prossimi giorni - mi aveva in qualche modo dato l'illusione che le contrapposizioni "armate" destra-sinistra fossero ormai superate. Che se ne potesse parlare, in termini di confronto e non di antagonismo, partendo dal rispetto delle reciproche diversità per arrivare alla comprensione.

Ecco, se avessi postato questo articolo ieri lo avrei chiuso con un affettuoso ringraziamento a Gabriele per aver allargato i miei orizzonti - e anche per avermi spiegato che non è vero che lo zucchero di canna è migliore dello zucchero bianco. 

Ma poi ieri, dal mio osservatorio privilegiato - la finestra sulla Sapienza - ho visto gli scontri. E ho visto il corteo dei collettivi di sinistra, e ho sentito di nuovo gli slogan "Fascisti carogne, tornate nelle fogne", "Fuori i fascisti dall'Università".

E ho capito che c'è ancora tanta strada da fare.  

 

5
5 commenti
5
29 Mag 2008
alle 11:20

AL

purtroppo non c'è nessun modo, perchè l'Italia non ha mai affrontato i suoi fantasmi e non vuole farlo. E in più, la politica attuale non fa altro che fomentare queste contrapposizioni al solo scopo di recuperare consensi. L'esempio classico sono i messaggi della Lega Nord, che non fa altro che alimentare il razzismo. O il tuo Alemanno ;-), che non dice nulla sui saluti romani che lo hanno accolto dopo la sua elezione a sindaco. Insomma, l'esempio dovrebbe venire dall'alto, ma temo non verrà mai perchè chi sta in alto in fondo è uguale a chi sta in basso. E' la misera condizione umana.

4
29 Mag 2008
alle 10:38

AngoloNero

AL, e io ieri ho sentito 20-25enni che sfilavano in corteo al grido di "Fascisti carogne tornate nelle fogne": c'è modo di uscire da questa spirale?

3
29 Mag 2008
alle 10:30

AL

Esatto, è quello che intendevo io; forse mi sono spiegato male. Il quattordicenne viene attratto dalla "paccottiglia luccicante" del fascismo, non dalle idee politiche e sociali della destra moderna (che in Italia non c'è). Ovviamente cose simili succedeno anche a sinistra, s'intende. Il problema è che in Italia il fascismo ha fatto quello che ha fatto e lo sanno tutti, anche i ragazzi di 14 anni. Io ho sentito ragazzini dire "ebreo di merda" e tante altre cose del genere: vuoi deresponsabilizzarli solo perchè sono giovani?

2
29 Mag 2008
alle 10:06

AngoloNero

14 anni, AL. Io a 14 anni ho preso la tessera della FGCI perché mi ero presa una cotta per Fulvio T., che era della FGCI, appunto. A 14 anni le tue "idee" dipendono da troppe variabili... :)

1
29 Mag 2008
alle 08:49

AL

Ale, l'argomento è vastissimo e molto complicato, per cui faccio solo un'osservazione en passant a scopo meditativo: in Italia il fascismo è reato. Detto questo, bisogna anche dire che i quattordicenni non vengono attratti dalle idee di destra, ma proprio dalle idee fasciste (o naziste), dal saluto romano, dalla forza virile, dal "me ne frego", dall'iconografia littoria e da tutte quelle altre vaccate nate in un regime totalitario che ha perso tutte le sue battaglie, ma che proprio grazie alla potenza della sua immagine riesce ancora a fornire a molti italiani un senso di appartenenza. Peccato si tratti solo d'immagine, appunto.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere