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"La bambola di cristallo" domani in edicola

Venerdì 23 Maggio 2008, 17:57 in Novità segnalate dagli editori di

Domani, 24 maggio, esce "La Bambola di Cristallo", il nuovo libro di Barbara Baraldi. Si tratta del n.9 de "Il Giallo Mondadori Presenta", collana fondata e curata da Alan D. Altieri e interamente dedicata al thriller italiano. Il volume contiene due romanzi brevi (La Bambola di Cristallo e Il Giardino dei Bambini Perduti) e un racconto.

Per gentile concessione dell'autrice, ecco un'anticipazione:

[...]

Eccola, è così. La bambola si è animata, si muove, lo guarda e ride mostrando i piccoli denti lucenti.
Si avvicina vestita soltanto di un sottoveste in pizzo nero che gioca con la luce arancione mostrando e nascondendo le gambe nude che si muovono sotto il tessuto.

Ha qualcosa di lucente in mano. Una mezza luna tagliente come una nota stonata.

"Sei stato cattivo stasera", dice e mostra ancora una volta le perle bianche nella bocca.
"La mamma ora ti punirà", e si avvicina.
E' un delirio di ombre cinesi che si riflettono sul muro. Sembra la tela che un pittore sta riempiendo di schizzi impazziti. Lei agita il coltello in aria e ride ma sembra piangere.

Si ferma.

E' grottesca, a gambe aperte, di fronte a lui. "Sono bella?", domanda.
Marconi la guarda. E' un incubo a occhi aperti. "Sì, sei bella".
"Bugiardo, lo so cosa pensi".
Lui pensa che forse è troppo confuso. Forse le ha appena detto "sei un incubo a occhi aperti".
"Ti piaccio?"
Ora ci pensa per essere sicuro di darle la risposta giusta. "Sì, mi piaci".
"Sei uno stupido. Poliziotto".
Marconi scuote la testa. Spera per un istante che Tommasi possa averlo visto mentre la seguiva strisciando le gambe in stato confusionale.
"Sei uno stupido".
"Cosa vuoi fare?"
"Voglio fartela pagare".
"Ma cosa ho fatto?"
"Hai sbagliato. E ora ti punirò".

Marconi comincia a strattonare con le braccia e le gambe ma non ottiene che un impercettibile movimento della poltrona in avanti.
Lei si china. E' quella bambola, ne è sicuro, la bambola di sua nonna che ha finto per tutto questo tempo di essere buona e ora..."Hai paura, vero?"
"Tu cosa dici?"

Lei avvicina il coltello al volto sudato del poliziotto, il suo sudore puzza di acido, di droga chimica. Gli fa una carezza con la lama senza tagliarlo. Il rumore della barba dura a contatto con la lama è una melodia che la eccita. Sei sicuro di te, sei maschio. Ma ora sono io che comando. E avvicina il viso al suo come per respirargli via l'anima.

[continua..]

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