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Mag 08 9

Il blog, Current TV e tutto quanto

Pubblicato da Alessandra Buccheri alle 16:42 in Varie


Sottotitolo: cronaca di un evento importante. Si ringrazia Blogosfere per aver favorito la partecipazione dei blogger.

Giusto ieri stavo pensando di scrivere un post per fare il punto della situazione, sul perché bloggo, nonostante che sia un'attività faticosa e che molto spesso abbia il blocco da file di Word bianco. Bloggo perché mi piace, ovviamente, e in particolare mi piace questo specifico tipo di blog, che non è personale ma di informazione; in cui riesco anche - quando sono al massimo dell'ispirazione - a mettere qualcosa di mio, ma soprattutto cerco di comunicare, di lasciare traccia delle mie letture e delle impressioni che suscitano. Ancora di più mi piace adesso, che posso un po' divagare, di tanto in tanto, e parlare non solo di giallo ma anche di altro. Per questo motivo mi interessano i nuovi modi di espressione della comunicazione. Non conoscevo Current TV e mi sono avvicinata all'evento con molta curiosità.

Siamo all’Ambra Jovinelli di Roma, in attesa di Al Gore e della presentazione di Current TV. Mi guardo intorno. Facce prevalentemente giovani, ma non solo. Abbigliamento prevalentemente informale, ma anche no. Svariati accenti - con una leggera prevalenza di milanese, forse? La prima cosa che penso è che trattandosi di un incontro riservato a blogger e internauti è facile che buona parte di queste persone non si sono mai incontrate di persona, anzi non sanno nemmeno che facce hanno. Alle mie spalle infatti c'è un altro dei "blogosferici": ovviamente non lo riconosco anche se sicuramente lo avrò letto quasi quotidianamente.

Finalmente si alza il sipario e inizia la presentazione. Gore è molto americano: sintetico, diretto, efficace e con dei pazzeschi stivali texani sotto l’abito da manager. In sintesi: Current TV, realizzata con i filmati dei telespettatori, è una tv democratica. La televisione, in molti Paesi, è controllata dal Governo. Current dà voce agli individui. Lo slogan è "Ora anche tu puoi dire la tua".
”Internet dà all'individuo questa possibilità. Ci sono ancora due culture, la cultura della televisione e la cultura della parola. La televisione vede l'utente come un fruitore passivo, e internet viene a volta utilizzata come cassa di risonanza di ciò che si vede in tv. Ma Current TV fa l'operazione inversa: prende le notizie dall'individuo - prodotte con semplici mezzi - e le trasmette. Quando il controllo dell'informazione è nelle mani di pochi, la democrazia soffre. Per rompere la barriera e democratizzare la televisione è necessaria la vostra collaborazione. Noi siamo indipendenti e resteremo indipendenti, operiamo in maniera trasparente e non rispondiamo ai governi ma alle nostre coscienze.
Infine. Current tv è anche un modo per tornare a far sentire la voce dell'Italia”.
Tocca poi a Mark Goldman che parla di Vanguard News. Dice con orgoglio: “Ci sentiamo pionieri dei media, proprio come voi. Siamo stati i primi a portare VC2 (Video Created Content) in televisione. Abbiamo aperto l'intero palinsesto della tv al pubblico”.
Tommaso Pessarolo parla di contaminazione (rieccola, la parola!) tra televisione e internet. Current TV è dedicato a un pubblico tra i 18 e 34 anni (i giovani adulti), i Pod durano tra i 2 e gli 8 minuti. Il flusso di informazioni è continuo e costante. "Pensiamo che i giovani siano interessati a ciò che succede nel mondo. Cerchiamo di essere in sintonia con questa connessione globale". Stamattina sono iniziate le dirette da Milano: il set è sulla strada, visibile, confortevole.

(Ho solo un dubbio: a 36 anni, sono troppo vecchia per Current?).

Quindi le domande del pubblico: sulla censura ("Non ce ne sarà alcuna"), su quali garanzie siano state richieste dai giornalisti "ufficiali" in merito al controllo delle fonti.

E poi: quale garanzia di qualità offre Current TV? “Legge di Maccas: il valore della Rete dipende dalla massa che partecipa. All'aumentare del numero di persone che contribuiscono, aumenta drammaticamente la qualità delle info”.

La situazione dell'informazione in Italia è pesante: crede che Current TV riuscirà a mantenersi libera da condizionamenti? “Non ci piegheremo mai a qualcuno che voglia imporci cosa trasmettere. Se dovessi scegliere tra integrità e piegare il capo, sceglierei la prima. Meglio la bancarotta”. (risposta molto americana, Mr Gore).

Come mai l'Italia come primo Paese non anglofono per esportare Current TV? “Perché crediamo che l'Italia sia ricca di tradizione e creatività nel cinema, nei video”.

Chi finanzia Current TV o come si finanzia? “Non abbiamo investitori italiani. Io e Joe Hyatt abbiamo preso a prestito soldi dai nostri amici per mettere su Current TV. Gli investitori hanno sottoscritto un accordo che dà ai fondatori il pieno controllo dell'andamento. È una bella sensazione dover rispondere solo alla propria coscienza”.

La sensazione, alla fine, è di grande coinvolgimento ed eventualmente, possibilmente, perché no, voglia di contribuire in prima persona, prima o poi, a questa nuova forma di comunicazione…

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Commenti

1. lsm, Sabato 10 Maggio 2008 ore 18:25

Teniamola d'occhio, Ale;

e scoprissimo di essere troppo vecchi per Current tv, ci sono sempre i Vespa e i Baudo a farci sentire giovani ye-ye! 

2. ecarta, Lunedì 12 Maggio 2008 ore 14:29

perché no... vado subito a dare un'occhiata al sito di current tv!

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