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"A qualcuno piace giallo": il racconto di Merisi

Lunedì 21 Aprile 2008, 21:45 in Eventi di

"A qualcuno piace giallo" si conferma l'evento più riuscito dell'anno. Giunto ormai all'ottava edizione, è diventato il festival del giallo e noir per eccellenza, migliore di altri per capacità organizzative e qualità e quantità degli ospiti.

Ecco il racconto di Merisi (nella foto sopra, di Ida Ferrari):

Mentre sto per entrare all’Auditorium della Camera di Commercio di Brescia penso a quando ho partecipato la prima volta, a come ero rimasto sorpreso dall’efficienza dell’organizzazione, all’effetto nel vedere il Teatro Sancarlino gremito alle due del pomeriggio, a come gli organizzatori mi avevano trattato con riguardo e rispetto pur essendo uno scrittore autoprodotto, e spero di ritrovare tutto questo, oggi, anche se sono qui solo per presentare un altro autore.
Certo è che l’Auditorium non è intimo come il Sancarlino, è imponente e mette una certa angoscia, io sono nervoso, mi serve il tempo per ambientarmi.
All’ingresso Alessandro Toselli mi guarda attento, mentre mi tiene la mano dice che mi ricorda bene, butta giù il nome Merisi e ride.
Cazzo, è vero, si ricorda, anche se sono passati due anni.
Eppure ne ha visto passare di autori in queste otto edizioni, e il festival è cresciuto parecchio dalla lontana prima volta, ed è diventato tanto importante che forse nemmeno le 4 moschettiere si sarebbero mai azzardate a pronosticare.
Mentre mi fa firmare dei fogli scambiamo due chiacchiere, racconta che è già stanco morto che è da venerdì che pedala; guardo il programma e penso che deve avere muscoli allenati: oggi, martedì 15, ore 11, al Teatro Sancarlino c'è stato Giuseppe Farinelli (ordinario di storia della Letteratura italiana moderna e contemporanea alla Cattolica di Milano) a parlare di scrittori tra religione e giallo, poi qui, nella nuova sede del festival, l'importante Auditorium della Camera di Commercio di Brescia, attaccherà tra poco Paolo Centenari (Bonaccorso Editore), poi sul palco ci sarò io a presentare Patrizio Pacioni (Zampognaro e Pupi Editori), poi sarà la volta di Ermanno Paccagnini a presentare Stefano Bartezzaghi (Einaudi); poi una botta di due toscani e un siciliano, tutta roba della Sellerio (Marco Malvaldi, Francesco Recami e Domenico Seminerio) poi sarà la volta di Cesare Fiumi (Mondadori) prima della botta finale col premio alla carriera gialla di Gigi Proietti… ah, non è finito il martedì, dovrà sgambettare ancora al Sancarlino per lo spettacollo teatrale "Non sparate sul presepe" genere giallo brillante, e infine accompagnare gli ospiti al ristorante della Raffa.
Minchia.
Attenzione, non è solo, non è Superman, ma è come se lo fosse perché al suo fianco ci sono donne dai superpoteri - Sonia, Carla, Magda e Milena - le 4 moschettiere già citate, quelle che insieme organizzano tutto, e decidono, inventano, assemblano, chiamano, intrecciano…
Soppeso il programma, scelgo a caso una giornata, sabato 12: Danila Comastri Montanari, Fabrizio Arrighi (Il filo Editore), Maurizio Vecchi (Montedit), Leonardo Gori (Hobby & Work), Michel Schneider (Bompiani), Margherita Oggero (Mondadori).
Questa è la forza straordinaria di A qualcuno piace giallo, riesce a mettere insieme scrittori che mai si incontrerebbero, mai dividerebbero il palco - quello arrivato e famoso assieme all'esordiente al primo libro con la casa editrice sconosciuta -, riesce a far brillare nella medesima luce autori lontanissimi, per storia personale, prestigio, fama, e li rende - questi ultimi - re per un giorno, davanti ad una platea di 70/100 persone, e li porta a vedere quello che potrebbero essere un giorno.
È una scelta importante, quella di queste super donne, perché potrebbero giocare con la schiena coperta, ormai il prestigio del festival è tale che potrebbero riempirlo solo di nomi famosi, invece continuano a dare spazio anche agli ultimi arrivati.
Passa trafelata una bionda in nero, è una delle quattro, è superSonia; anche a lei basta l’attimo di un'occhiata poi sussurra il mio nome, quello vero, mi offre un sorriso e tende la mano, si ferma a parlare.
Questo è un punto importante a loro favore, la gentilezza e la cura con cui accolgono chi sarà di scena, qualunque sia il suo status.
Non c’è niente di meglio che sentirsi coccolati, indispensabili quasi, un po’ è come sentirsi a casa.
Sul palco c’è già il primo autore e la gente inizia ad applaudire.
Ora basta parlare, dice Sonia, ora c’è solo da ascoltare.
Ora sono rilassato, il posto è cambiato ma l’atmosfera è sempre quella. Magica.
 

 

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5 commenti
5
22 Apr 2008
alle 20:37

AngoloNero

no, perché? :)

sembri solo uno scrittore stanco :) 

4
22 Apr 2008
alle 20:26

merisi

e meno male che ti avevo detto di postare la foto di ida solo se non mi faceva più brutto! cazzo, sembro fatto di crack!!!

3
22 Apr 2008
alle 14:25

AL

Invidia? Mmm, fatelo dire dal Merisi se si tratta d'invidia. ;-))

2
22 Apr 2008
alle 12:26

Ida

Tutta invidia... ciao Merisi/Zannoni... sei simpatico. Ida

1
22 Apr 2008
alle 09:44

AL

Dalla foto non si capisce bene cos'ha in mano il Merisi?

;-) 

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