Il blog del mistero
Il commento di commiphora, ieri, giunge con un tempismo perfetto: "Se qualcuno ha idea delle intenzioni di Neri Pozza sul seguito dei romanzi della King, può darmene notizia?"
A giugno uscirà Il gioco, secondo alcuni il romanzo migliore scritto da Laurie King. Ecco la scheda inviata dall'editore Neri Pozza:
Mycroft Holmes, fratello di Sherlock Holmes, è a letto ammalato. Un momento davvero inopportuno per ammalarsi, visto che l’intero servizio segreto britannico, per cui Mycroft lavora, è in subbuglio.
In India Kimball O’Hara (sì, proprio il Kim di Rudyard Kipling), agente segreto inglese nella realtà e, all’apparenza. paladino quasi mistico del progresso dell’India, è scomparso. Kim spesso scompare. Questa volta però Mycroft sospetta che sia avvenuto il peggio. Lui non può muoversi. Chi dunque meglio di Sherlock e Mary Russell per risolvere il caso?
Sherlock ha trascorso un lungo periodo di tempo in India e ha conosciuto personalmente O’Hara. Il celebre detective e Mary Russell, la sua allieva divenuta nel frattempo sua moglie, partono così alla volta dell’India, sulle tracce di Kim O’Hara.
Durante il viaggio si imbattono nell’insopportabile Tom Goodheart, giovane americano dell’high society che ha abbracciato il comunismo e che, in compagnia della madre e della sorella, è in India per far visita a Jumalpandra (Jimmi) il ricco e affascinante governatore dello stato indiano di Khan-pur. Con l’aiuto di Geoffrey Nesbit, un inglese della vecchia scuola stabilitosi in India, e di Bindra, un orfano dalle mille risorse, la coppia viaggia in incognito per il subcontinente indiano, sotto le vesti di due innocui illusionisti locali (Mary Russell impara presto a esprimersi in hindi). Alla fine, la ricerca di Kim si incrocia inevitabilmente con le vie battute da Goodheart e dall’ineffabile Jimmi.
Miglior libro della serie delle inchieste di Mary Russell e Sherlock Holmes, secondo il Publisher’s Weekly, Il gioco ci restituisce una Laurie R.King al suo meglio, tra i profumi, gli odori e i paesaggi dell’India, dove l’incantevole eroina della sua serie
sembra trovarsi a suo agio.
Come comincia
Dicono che viaggiare fortifichi. Per esperienza personale, sostengo invece che tale attività, almeno nell’immediato, non faccia che debilitare, come un vero e proprio rullo compressore di scadenze e futilità che punta dritto alla tua vita quotidiana e ti lascia a terra boccheggiante al suo passaggio.
Era il primo giorno di gennaio del 1924 e mi stavo godendo una tranquilla serata di Capodanno con il mio socio e marito Sherlock Holmes nella nostra confortevole casa di pietra sulle Downs del Sussex, beatamente ignara che meno di quaranta ore più tardi mi sarei ritrovata su un binario coperto di neve alla disperata rincorsa di un treno. Ma quel primo giorno del nuovo anno ero in pace nella mia casa, con la pancia piena, la testa leggera e, soprattutto, i piedi caldi. Non meno di tre bottiglie di vino erano allineate sulla credenza, con diversi livelli di contenuto. Con fare da connoisseur, Holmes aveva appena assaggiato l’ultimo ad apparire nei nostri bicchieri, un Porto dal colore opaco del doppio dei miei anni e con un sospiro soddisfatto, aveva allungato le gambe, avvicinando le pantofole al fuoco.
mi piacerebbe riuscire a capire per quale arcano motivo un editore pubblica il primo libro di una "nuova serie" e, l'anno successivo, il quinto episodio (definito il migliore)....è come leggere l'arrivo di Poirot sulle scene e,subito dopo, ritrovarlo vecchio ed acciaccato dai reumatismi! capisco che ogni romanzo è una storia a se', ma continuo a non capire il senso logico.Qualcuno puo' darmi delle delucidazioni? grazie
stasera ho girato la domanda a tecla dozio della libreria del giallo. mi ha consigliato holmesiano molto canonico edito da alcran. sai dirmi percaso il titolo? l'ho dimenticato. forse a cusa del vino che si beve lì alla librria. saluti
mel
grazie x avere prontamente risposto alla mia domanda. Apprendo con gioia la prossima uscita di Mary Russel and Holmes.Ho trovato molto piacevole L'allieva e l'apicultore;se questo è ancora meglio...sarà una gradevolissima lettura anche per gli "ortodossi.Personalmente ho apprezzato questo squarcio sull'umanità di Holmes e ritengo che non tolga nulla al personaggio di Conan Doyle.
saluti a tutti
fammi sapere, altrtimenti mi tocca rileggere per la 20° volta uno studio in rosso!
Ho letto il primo, L'allieva e l'apicultore, e mi è piaciuto. Sebbene "eterodosso", è fedele all'originale e potrebbe davvero averlo scritto Conan Doyle (se Conan Doyle non si fosse rotto le scatole della sua creatura).
Adesso cerco di contattare un "ortodosso", sentiamo cosa ne pensa :)
alle 21:04
AngoloNero
Accidenti mi ero persa i commenti su questo post...