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Intervista a Steve Berry

Alessandra Buccheri avatar Giovedì 19 Ottobre 2006, 23:50 in Conversazioni, Letti e approvati di Alessandra Buccheri

 L’ultima cospirazione E se i Templari, i mitici Poveri Soldati di Cristo e del Tempio di Salomone, fossero ancora tra noi? Sopravvissuti attraverso i secoli, accuratamente nascosti, pronti a rivendicare una fetta di potere temporale al momento opportuno, disposti a uccidere per arrivare al loro obiettivo...

Steve Berry, avvocato della Georgia, cavalca l’onda del successo dei thriller storici di ampio respiro con L’ultima cospirazione. Un thriller mozzafiato che intreccia storia e finzione creando un inquietante e realistico scenario nel quale si muove da protagonista Cotton Malone, ex agente del Dipartimento di Giustizia americano ritiratosi a vita privata in Europa. Poiché ne sentiremo parlare ancora, conosciamo meglio il suo autore.

AB - Steve, come è nato L’ultima cospirazione?

SB - Mi piace trovare fatti e persone del passato che il lettore non conosce bene, e che nemmeno io conosco bene, che possano essere rilevanti anche nel presente. Quando trovo qualcosa che cattura la mia attenzione mi fermo. I Templari, ad esempio, mi hanno sempre affascinato, ed è bello che quest’idea abbia funzionato.

AB - Come ti sei documentato?

SB - Ho utilizzato dalle due alle trecento fonti. Ogni letto leggo per un paio d’ore dei brani, a volte dei lunghi brani, cercando le perle, le minuzie, le cose interessanti. È una ricerca lunga e faticosa. Quello che sopravvive è quello che si legge nel libro.

AB - Alla fine del libro tu menzioni il fatto che ci sono molti libri sui Templari e su Rennes Le Chateau. Come hai fatto a scegliere la versione “esatta”?

SB - Non è facile, perché spesso i libri si contraddicono l’un l’altro. In genere il materiale più antico è migliore, ma non sempre. A volte succede che si rende disponibile del nuovo materiale e le vecchie teorie vengono riviste alla luce delle nuove scoperte. La cosa migliore è essere attenti, cercare di estrarre le informazioni migliori ed essere onesti. Siamo responsabili nei confronti del lettore circa l’esattezza di ciò che scriviamo, anche quando scriviamo fiction. 

AB - Dopo aver letto tutto questo materiale, quale idea ti sei fatto sui Templari?

SB - Sfortunatamente i Templari sono stati del tutto sterminati tra il 1307 e il 1314. Probabilmente qualcuno è riuscito a nascondersi, ma sicuramente ai tempi della Peste Nera non era rimato nessuno. Sarebbe bello, però, e molto romantico, immaginare che qualcuno sia sopravvissuto, nascosto in una vecchia Abbazia, in attesa di una “rinascita” dell’Ordine.

AB - Questo libro è il primo di una serie di quattro. Come saranno i prossimi?

SB - Cotton Malone sarà ancora il protagonista. Torneranno Henrik Thorvaldsen, Cassiopea e Stephanie Nell. Qualcuno dei personaggi minori, anche fra i cattivi, farà una comparsa a sorpresa. L’ultima cospirazione è, per molti versi, il libro di Stephanie Nell. Il libro del 2007, Alessandria Link, sarà il libro di Cotton, mentre il libro del 2008 sarà dedicato a Cassiopea e l’ultimo a Henrik. Quindi ognuno di loro avrà un libro nel quale il lettore potrà conoscerli meglio, mentre Cotton Malone, presente in tutti e quattro, alla fine dovrebbe diventare familiare per i lettori. Il libro del 2008 avrà una connessione con l’Italia, probabilmente con Venezia. Sto studiando un po’ di storia veneziana e mi piacerebbe ambientarlo lì. Nel libro del 2007 andremo alla ricerca della Biblioteca perduta di Alessandria.

AB - Cotton Malone è della stato della Georgia. Anche tu lo sei. Quali sono le caratteristiche dei georgiani?

SB - Siamo gentiluomini. Penso che Cotton sia un gentleman, sotto molti aspetti, è un tipo curioso, che si domanda sempre il perché delle cose, è uno che osa, è una persona su cui si può contare al momento del bisogno. Sì, per molti aspetti ha le caratteristiche del bravo ragazzo del Sud.

AB - E poi Cotton ha la “memoria eidetica”.

SB - Sì, questo significa che ha la capacità di ricordare i dettagli, cosa che la maggior parte di noi non ha. Noi ricordiamo circa il 20% dei dettagli che vediamo, lui ne ricorda molti di più. Mi è sembrato che fosse una buon modo per caratterizzarlo.

AB - Vista l’affinità degli argomenti trattati, la domanda sorge spontanea: quanto sei stato influenzato dal Codice da Vinci?

SB - Non ne sono stato influenzato affatto, ma devo ammettere che sono qua proprio grazie al Codice da Vinci. Il Codice da Vinci ha riportato in auge il genere della suspense internazionale, che era praticamente morto negli anni Novanta. Gli editori non lo pubblicavano più. Dan Brown non ha creato niente di nuovo, ma ha riportato in vita un genere che era popolarissimo negli anni Sessanta e Settanta. È grazie a lui che scrittori come me hanno avuto la possibilità di essere presi in considerazione dagli editori e dal pubblico. Però il mio libro è molto diverso dal suo. Anche se entrambi parliamo di religione, affrontiamo aspetti diversi. Rennes Le Chateau, ad esempio, non compare mai nel Codice da Vinci, e così i Templari, che invece sono al centro della mia storia.

AB - Ho letto che cinque dei tuoi manoscritti sono stati rifiutati complessivamente 85 volte, prima di arrivare alla pubblicazione. È cambiato qualcosa, nel frattempo?

SB - Sì. Non la storia alla base, ma il modo di raccontare le cose è cambiato, perché man mano apprendevo l’arte della narrazione. Se leggi prima The Amber Room e poi L’ultima cospirazione ti accorgi che la scrittura è diventata più serrata. Merito del mio editor, Mark Tavani, che mi ha dato consigli utilissimi. Il prossimo libro, ad esempio, sarà molto più breve di questo. Nessuno nasce sapendo come si scrive. Si può solo imparare, e sperare che ciò che abbiamo scritto oggi sia migliore di quello che abbiamo scritto ieri e peggiore di ciò che scriveremo domani.

AB - Che consiglio daresti a un giovane scrittore che riceve un rifiuto?

SB - Di non arrendersi, perché quasi nessuno viene pubblicato la prima volta. A me sono serviti dodici anni, da quando ho iniziato a scrivere a quando sono stato pubblicato. Credo che sia normale. Ciò che ti spinge ad andare avanti è il pensiero che il nome di qualcuno un giorno sarà sulla copertina di un libro in libreria, e quel qualcuno potresti essere tu. E l’unico modo che hai per riuscirci è provarci. A volte è anche una questione di fortuna: nel mio caso si è trattato di essere la persona giusta al posto giusto nel momento giusto. Quando ho mandato la storia a Mark Tavani, l’editore Ballantyne stava cercando romanzi sul genere del Codice da Vinci, ed è così che ho avuto la mia chance.

AB - Cotton Malone decide di cambiare completamente la sua vita dopo un evento particolarmente traumatico.

SB - A volte nella vita arriva il momento in cui hai visto talmente tante cose brutte che decidi di dire basta. Cotton ha il coraggio di prendere questa decisione, per quanto si tratti di una scelta difficile perché si lascia alle spalle il figlio Gary. Ma è quello che accade nella vita reale: ogni giorno ci troviamo a fare delle scelte. Cotton prende una decisione le cui motivazioni e implicazioni verranno esplorate meglio nel prossimo libro, e lo fa a seguito di un evento drammatico che in qualche modo cambia completamente il suo destino.

AB - Cos’è più importante nel libro: la parte storica o quella più prettamente thriller?

SB - Decisamente la parte thriller. L’obiettivo dei miei libri non è quello di fare didattica, ma di intrattenere. È fondamentale che il libro sia divertente e io lavoro molto su come avvincere il lettore, come catturare la sua attenzione, come far sorgere il desiderio di andare avanti. Se poi, incidentalmente, il libro insegna anche qualcosa, ben venga, ovviamente.

AB - Tu sei un avvocato. Quanto del tuo lavoro è nel libro?

SB - Molto poco, visto che scrivo proprio per evadere dal lavoro. Nella mia vita professionale vedo il peggio della gente, perché seguo principalmente cause di divorzio e difendo gli imputati nei processi penali. Per me scrivere è un modo per evadere, e spero che anche per il lettore sia lo stesso.

AB - Tu viaggi molto, vero?

SB - Sì, girare il mondo e fare esperienze è il modo in cui ricarico la mia immaginazione. Quando scrivi “svuoti” la banca dell’immaginazione; quando viaggi la riempi con nuovi spunti, nuove idee, nuove conoscenze. L’esperienza va fatta sul campo: guardare un posto in televisione o su internet non è lo stesso che essere lì e toccare, odorare, sentire... Sono stato in Europa almeno una ventina di volte.

AB - Cosa ti piace leggere?

SB - Mi piacciono i thriller: David Morrell, Clive Cussler, Ken Follett, Dan Brown... Ero un fan di Dan Brown già prima del Codice da Vinci, ero uno dei suoi ventisei lettori prima che divenisse famoso in tutto il mondo. Loro scrivono i libri che a me piace leggere. Mi piacciono anche John Case, che è lo pseudonimo di una coppia di autori, marito e moglie, che scrivono thriller eccellenti, e James Rollins.

 Steve Berry
L'ultima cospirazione
Nord 
Pagine 508
Prezzo 18,60 euro

Cotton Malone, ex agente operativo del dipartimento di Giustizia americano, si è da tempo trasferito a Copenhagen - dove gestisce una libreria antiquaria - per lasciarsi alle spalle una vita fatta di pericoli e agguati. La sua tranquillità viene sconvolta quando Stephanie Nelle, il suo ex superiore, arriva in città per acquistare un volume che pare essere la tessera fondamentale di un puzzle che potrebbe condurre dritto al mitico tesoro scomparso dei Cavalieri Templari, nella cittadina francese di Rennes-le-Château. Ma c'è anche qualcun altro disposto a tutto per assicurarsi quel libro e far luce sull'enigma che circonda il luogo in cui sarebbero custoditi numerosi testi segreti, proibiti dalla Chiesa, e immense ricchezze. Lo dimostrano la spirale d'intrighi e di morte che si dipana all'istante intorno a Stephanie e a Malone, e che sembra aver origine proprio da un'antica cospirazione legata ai Templari. Perché, dietro innumerevoli leggende e tracce elusive, si cela un segreto che può cambiare il corso della Storia.

Pubblicato sul numero 11 del Falcone Maltese, in edicola e in libreria - se non lo trovate contattatemi!

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