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Intervista a Maxim Jakubowski

Alessandra Buccheri avatar Mercoledì 25 Ottobre 2006, 08:27 in Il parere dell'AngoloNero, Letti e approvati di Alessandra Buccheri

L’eminenza grigia del giallo 

 Voi forse non lo sapete, ma se oggi avete la possibilità di leggere autori come Jim Thompson, Derek Raymond, David Goodies, Cornell Woolrich, dovete ringraziare questo signore. Maxim Jakubowski è stato a lungo editore, è tuttora editor e scrittore, e possiede Murder One, la famosa libreria del giallo di Londra. È appena uscito in Italia il suo ultimo romanzo, Confessioni di un pornografo romantico, che, a dispetto del titolo, è anche un giallo.

AB - La tua vita è stata molto movimentata. Puoi dirmi qualcosa di più?

MJ - Sono nato a Londra da padre polacco e madre inglese (di origini russe), ma i miei genitori si trasferirono in Francia quando avevo tre anni. Ho iniziato e terminato gli studi a Parigi, salvo un anno durante il quale sono tornato a Londra, al Lycée Francais. Sono un po’ più vecchio di quel che sembro, o almeno spero che sia così, ma come le donne di una certa età preferisco non scendere nei dettagli! Oltre che in Francia e in Inghilterra, ho vissuto in Italia per un anno (a Castiglione delle Stiviere), tanto tempo fa. Sono bilingue (inglese e francese), ma parlo anche spagnolo e un po’ di tedesco. Dopo l’Università, ho lavorato nell’editoria in Francia e poi in Inghilterra; quando ho lasciato questa attività a tempo pieno – anche se tuttora sono editor e consulente – ho aperto Murder One

AB - Come proprietario di Murder One, hai un punto di vista privilegiato sul mondo dei lettori. Cos’è che si vende di più?   

MJ - Vendiamo di tutto. È difficile essere più precisi sui gusti comuni perché ogni settimana escono nuovi libri e noi cerchiamo di soddisfare tutte le richieste. Così, capita che una settimana vendiamo più hardboiled/noir, e quella successiva mystery tradizionale. Sono pari. Con un negozio delle dimensioni del nostro, ci rendiamo conto che c’è un pubblico per ogni possibile sfumatura di giallo.

AB - Perché scrivi gialli? 

MJ - Non scrivo solo gialli. A dire il vero, alterno i gialli a libri di altro genere. L’altro mio libro pubblicato da Mondadori, Kiss me Sadly (tradotto in italiano semplicemente come Kiss Me) non è un giallo, a meno che la presenza quasi casuale di un omicidio non lo renda tale. Io scrivo storie. Queste storie, di solito, parlano di uomini e donne (di cos’altro, se no?). E quando si parla di uomini e donne, come si fa a non parlare di sesso? Per me, questa è la realtà. Mi affascina il modo in cui le persone, messe sotto pressione dalla vita e travolte dal desiderio, possono passare dal lato giusto della strada a quello sbagliato.
Ciò che mi piace dello scrivere gialli è che puoi scrivere qualunque cosa, sotto questo nome. Ci sono regole, ma sono lì apposta per non essere rispettate ed è questo che rende il genere giallo così affascinante.

AB - Sei anche uno degli organizzatori del Crime Scene Film Festival. 

MJ - Io e Adrian Wootton organizziamo, da anni, un festival del giallo che coinvolge sia i film che la letteratura. Prima si teneva a Nottingham, e si chiamava Shots in the Dark/Shots on the Page. Ha avuto il suo momento di maggior successo quando Nottingham ha ospitato il Bouchercon, la convention mondiale del crimine.
Poi, per alcuni anni, ci siamo fermati. Quando Adrian si è trasferito a Londra, abbiamo ricominciato con il "Crime Scene", che si svolge ogni anno a luglio al London's National Film Theatre.
Nell’arco di quattro giorni, presentiamo autori, registi e produttori. Di solito abbiamo una quindicina di film in prima visione per l’Inghilterra, più le retrospettive e i palinsesti TV, e ospitiamo circa 75 scrittori. È un lavoro duro ma molto, molto divertente. A volte siamo riusciti a organizzare la programmazione insieme a Giorgio Gosetti, l’organizzatore del Noir in Festival di Courmayeur, evento al quale partecipo anch’io ormai da quindici anni. 

AB - Ho letto il tuo Confessioni di un pornografo romantico e l’ho trovato... affascinante. Conrad Korzeniowski, il protagonista maschile, è uno scrittore inglese con un nome chiaramente polacco. Ha viaggiato molto. Scrive romanzi erotici... Per caso Conrad è il tuo alter ego? Se sì, come mai hai deciso di diventare personaggio di uno dei tuoi romanzi? 

MJ - Per anni sono stato accusato di essere il protagonista maschile dei miei libri, così ho pensato che questa volta lo avrei fatto davvero. Il libro, in effetti, inizia con il “mio” funerale. Ho tratto ispirazione dal film di Francois Truffaut L’uomo che amava le donne, e ho pensato che l’idea avrebbe funzionato, se abbinata a una trama noir imperniata sulla ricerca di un misterioso manoscritto. Cornelia è uno dei miei personaggi preferiti ed è già apparsa in altri due romanzi (Because She Thought She Loved me e On Tenderness Express). In realtà forse è lei il mio alter ego: anche se non sono un ballerino di strip tease o un killer prezzolato, sono affascinato dall’universo del BDSM (acronimo inglese che indica le pratiche di sesso sado-maso, rigorosamente tra adulti consenzienti, n.d.i.) e sono un accanito collezionista di libri. E, per me, Cornelia ha sempre il viso (e il corpo) di una donna che conoscevo (e che ho perso). 

AB - Cos’hai in programma adesso?

MJ - Dopo Confessioni mi sono preso circa un anno e mezzo di pausa, perché ero molto provato emotivamente. Ma adesso ho in programma davvero troppe cose! Curo due antologie all’anno, una che raccoglie i migliori racconti gialli inglesi e l’altra le migliori storie erotiche (il mio maggior successo, visto che ha venduto quasi 650.000 copie in dieci anni!).
È appena uscito negli USA un romanzo erotico a più mani, American Casanova, di cui sono stato supervisore. Io ho scritto il primo capitolo (ambientato a Venezia, naturalmente...), mentre quelli che secondo me sono i 14 migliori scrittori erotici d’America e Gran Bretagna hanno scritto un capitolo ciascuno. Ci sono anche nomi noti nel mondo del crimine, come Mark Timlin, Stella Duffy e Vicki Hendricks.
Poi sto lavorando su una cosa scritta a due mani con un amico, un thriller internazionale molto commerciale che verrà pubblicato sotto pseudonimo. Un esercizio molto interessante.
E, infine, il seguito ufficiale di Confessioni. Si chiama I Was Waiting for You. È intensamente personale. Scriverlo è un’agonia. Esplorerà gli stessi territori di Confessioni, ma da una diversa prospettiva.

 Maxim Jakubowski
Confessioni di un pornografo romantico
Piccola Biblioteca Oscar Mondadori
a cura di Berbera & Hyde
Pagine 252
Prezzo 9,40 euro

Andare a un funerale è uno strano modo di festeggiare il compleanno. Eppure la bella Cornelia celebra i suoi trenta anni di vita prendendo parte alle esequie di uno scrittore inglese, Conrad Korzeniowski. Lo fa per piacere? No, di certo. Si tratta di lavoro: Cornelia ha ricevuto dal misterioso Ivan l’incarico  di scoprire se è vero che esiste un manoscritto di Korzeniowski, destinato alla pubblicazione postuma, contenente dettagli molto “particolari” su una presunta relazione extraconiugale dello scrittore. Conrad, in vita, ha pubblicato dei libri a sfondo erotico che, secondo i maligni, non erano solo frutto della sua fantasia. Quest’ultimo manoscritto però parrebbe essere più esplicito di altri. Per questo, forse, qualcuno che potrebbe esserne gravemente danneggiato sta cercando di fermarne la pubblicazione. Un compito difficile, visto che Cornelia non ha avuto da Ivan alcuna traccia da seguire. Ma un lavoro di tutto relax, se paragonato a quelli che ha svolto in precedenza per lo stesso Ivan: Cornelia, infatti, è una strip dancer di notte, e una killer professionista di giorno. Il secondo mestiere le serve per pagarsi il suo unico vizio, la collezione di prime edizioni di libri rari.

Per questo motivo Cornelia si sposta dall’America alla vecchia Inghilterra e si mette sulle tracce del manoscritto. Ma quello che all’inizio sembra un lavoro tranquillo la porta su una china pericolosa: per la prima volta, la donna si trova a essere contemporaneamente cacciatore e preda, un ruolo, quest’ultimo, a lei non congeniale.

Una nuova avventura per l’affascinante Cornelia, la protagonista seriale di altri racconti di Jakubowski, il cui nome è un omaggio al grande Cornell Woolrich.

Un giallo sui generis: ai capitoli che narrano la vicenda di Cornelia si alternano quelli, in prima persona, di Conrad e delle sue relazioni. Eros e thanathos si fondono con grande forza e delicatezza: Jakubowski scrive con eleganza e sensibilità anche quando descrive i dettagli più scabrosi. Alla complessa ricerca si affianca la complicata vita sessuale di Cornelia e l’indagine su un mondo sconosciuto ai più, quello sado-maso.
La figura di Cornelia è un tributo alla forza, grazia e bellezza del genere femminile, celebrato al di là di ogni stereotipo. 

  

 

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25 Ott 2006
alle 17:16

mich

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