Il blog del mistero
Guillermo Martinez
La serie di Oxford
Mondadori
Pagine 188
Prezzo 16,00 euro
(disponibile anche come Giallo Mondadori nr.2892, pubblicato a gennaio 2006)
Tra i "recuperati dell'estate" sono stata ben felice di divorare La serie di Oxford di Guillermo Martinez, un giallo di alta classe che mescola una trama impeccabile a curiose nozioni di matematica, filosofia e magia.
Il libro inizia con l'omicidio di un'anziana signora, accompagnato da un inquietante biglietto sul quale compare un simbolo matematico, il primo di una serie. Un serial killer si aggira nella tranquilla cittadina di Oxford: potrebbe trattarsi di qualcuno che, pur di dimostrare la propria superiorità intellettuale, non esita a uccidere sfidando i brillanti matematici del luogo a risolvere il caso. Sono "crimini impercettibili", quelli che vengono commessi, crimini che potrebbero quasi essere scambiati per decessi naturali se non fossero accompagnati da quei biglietti... Come nella migliore tradizione gialla, la verità è al tempo stesso rigorosamente logica e accuratamente celata, proprio come la lettera rubata di Edgar A. Poe.
Devo ammettere che un romanzo giallo acquista molti punti, nella scala delle mie preferenze, se oltre a mettere alla prova le mie capacità deduttive riesce anche a stimolare la curiosità di saperne di più su argomenti che sono stati accantonati dopo gli anni della scuola. Sono andata quindi a rispolverare nozioni come il teorema di Fermat, il paradosso di Wittgenstein sulle regole finite e addirittura un racconto di Dino Buzzati, Sette piani.
La serie di Oxford merita di essere letto anche per ricordare che il crimine perfetto non è quello del quale non si scopre il colpevole, ma quello per il quale qualcun altro viene condannato...
Sinceramente non ricordo questo dettaglio. L'unica cosa vagaente assimilabile che mi viene in mente è la sindrome di Tourette. Puoi spiegarmi meglio? A che proposito se ne parla?
Nel libro si parla della sindrome di Ambere anche detta dell'occasione perduta. Ho fatto delle ricerche su internet e non ho trovato nessun materiale. Che Martinez se la sia inventata di sana pianta?
Ci credo, detto da te. È che oramai i grafici che fanno le copertine secondo me hanno uno stampino, cambiano solo il titolo e il nome dell'autore, un pochino (ma nemmeno tanto) l'immagine da usare come sfondo, il carattere è sempre lo stesso… ;)
Ciao Ugo!
No, assolutamente, "La serie di Oxford" è veramente ottimo - ben scritto, ben strutturato - altro che Codice :)
A presto,
A.
Oilà, ciao ;)
Mi piace molto la definizione del delitto perfetto...
Mi hai incuriosito molto con questo post (se solo avessi un po' più di tempo per leggere, ultimamente non ne ho proprio!), anche perché devo confessare che se avessi visto il libro su uno scaffale l'avrei preso per l'ennesimo romanzo DaVinci-like! ;)
alle 17:43
davide
in effetti si è inventato parecchie cose, e ha fatto un gran misto di falso e vero non semplice da districare.