I Padrini di G.C. Marino
Pubblicato da Alessandra Buccheri alle 19:01 in Novità segnalate dagli editori
Giuseppe Carlo Marino
I PADRINI
Newton Compton
Pagine 496
Prezzo 9,90 euro
LA NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA DEL VOLUME ESCE IN CONTEMPORANEA CON LA STRAORDINARIA CATTURA DI BERNARDO PROVENZANO
Giuseppe Carlo Marino è Professore di Storia Contemporanea all’Università di Palermo.
Mantenendo le sue finalità scientifiche, la nuova versione si presenta arricchita nella forma, e ripropone, come nella precedente edizione, «l’uso pubblico della storia con la fatica critica di costruire e conservare la memoria».
Uno studio organico che rivisita, dalle sue origini, l’istituto del padrinato, fenomeno extra-legem collegato alla collaudata pratica sociale di utilizzazione sistematica della violenza e della criminalità per la conservazione e lo sviluppo del potere antistatalista.
La figura del padrino nasce e si instaura dal fabbisogno di illegalismo convinto, necessario, obbligante e senza alternative dell’autorità dei “signori della roba”.
I nobili latifondisti, infatti, per gestire il loro potere centralizzato avevano bisogno di una figura forte di riferimento che aveva il compito di gestire personalmente i rapporti con la deliquenza, braccio operativo del loro potere riconosciuto.
Il padrino è la figura che riveste il ruolo da mediatore, fiduciario del potere centralizzato, deputato a trattare e a mediare le transazioni tra le alte e le basse gerarchie sociali indispensabili le une alle altre.
I “signori della roba” scelgono il loro uomo atto a gestire questi rapporti, il padrino viene investito dall’alto e diviene il titolare delle funzioni di “governo sociale” indispensabili per una buona amministrazione del potere.
Il padrino è di estrazione sociale bassa o medio bassa, è un mafioso all’apice della carriera accreditato sia presso il “signore della roba”, dove gode di favore e stima, sia tra le forze operative di estrazione volgare e popolana. Una figura, quindi, rispettata e riconosciuta dalle varie strutture sociali, che sa mediare e gestire i vari interessi e sedare i conflitti.
Le prime figure del “don” istituzionalmente riconosciuto le troviamo nell’organizzazione mafiosa dell’800, un’organizzazione ancora non compatta e poco centralizzata, basata su una trama di relazioni e interessi parassitari non ancora strutturati e omologati.
Giuseppe Carlo Marino passa in rassegna le più importanti figure di padrini, delineandone le principali caratteristiche sia sociali sia personali.
Un articolato studio dove si ritrovano, tra gli altri, Calogero Vizzini, Vito Cascio Ferro, l’onorevole padrino Palizzolo, Lucky Luciano, Michele Navarra, Salvo Lima, Stefano Bontate, Tommaso Buscetta.
Una parte molto importante e assolutamente inedita dell’opera è dedicata alla disamina del fenomeno della “mano nera”, associazione mafiosa instauratasi in America e nata come soccorso rosso per gli immigrati clandestini.
Un’organizzazione voluta dall’esecutore del delitto Notarbartolo, Giuseppe Fontana, e da Raffaele Palizzolo, coautore del delitto. Nei primi del ’900, periodo in cui va comparendo l’organizzazione, Giuseppe Fontana è in America dove, con i soldi provenienti dal racket, gestisce la neonata struttura divenuta poi la temibile “mano nera”.
Dalla Sicilia la “mano nera” è attentamente controllata da Vito Cascio Ferro, che commissiona l’omicidio di Joe Petrosino, grande accusatore di Giuseppe Fontana nel delitto Notarbartolo, che ha scoperto la nuova costola del potere mafioso oltreoceano.
Le tesi suggerite da Giuseppe Carlo Marino sulla nascita e sulle conseguenze sociali dell’organizzazione della “mano nera” in Italia e in America sono tutte assolutamente comprovate e giustificate dall’esegesi documentaria.
I Padrini è frutto di anni di ricerche e di studio avallato e documentato da un’attenta analisi tratta dall’Archivio Centrale di Stato. Un’opera completa che rappresenta il più importante corpus nel panorama dell’indagine storiografica sul fenomeno del padrinato e delle sue ripercussioni nella lotta alla criminalità organizzata.
Non solo offre al lettore un quadro completo della cultura siciliana, ma propone una chiave di lettura atipica nella letteratura di genere, restituendo il senso tragico e paradossale di una particolare tradizione culturale “tipicamente” italiana.
“Quei padrini che non assomigliano a Marlon Brando”, Corriere della Sera.
“Un libro sull’ascesa e la caduta dei capiclan”, Repubblica.
“Sfilano, quasi si percorresse un’ideale galleria,una serie di ritratti [...]. Con un finale provocatorio: dei criminali formatisi nel dissolvimento del mondo tradizionale dei padrini è bene che la civiltà cancelli ogni traccia”, Il Sole 24 Ore.
“Nel libro non balzano all’evidenza soltanto le sagome dei più autorevoli capimafia. Sullo sfondo si può cogliere nettamente il tormentato percorso della storia italiana degli ultimi centoventi anni. E non soltanto quella criminale ma anche la politica”, Il Giornale.








1. nancy, Lunedì 7 Gennaio 2008 ore 21:53
ciao sono un alunna, mi servirebbe un libro ispirato alla storia di giuseppe petrosino, se esiste mi servirebbe il titolo e l'autore...
perfavore, se ti è possibile...grazie