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Sherlock Holmes è davvero esistito?

Sabato 4 Marzo 2006, 17:35 in Un delitto al giorno, Varie di

Il caso di oggi, riportato da Un delitto al giorno, è talmente interessante che non posso fare a meno di parlarne...

SherlockholmesData 4 marzo 1881
Ora tra l'1 e le 2
Luogo uan casa abbandonata al numero 3 di Lauriston Garden, Brixton, Londra (Gran Bretagna)
Vittima Enoch J. Drebber, turista americano, ex mormone
Causa del decesso avvelenamento
Arma un alcaloide estratto da una pianta sudamericana
Testimoni oculari nessuno
Sospetti nessuno al momento del delitto. Il 5 marzo viene arrestato Arthur Charpentier, tenente di Marina; subito prosciolto. Lo stesso giorno viene trovato morto anche Joseph Stangerson, segretario della vittima, a sua volta ricercato come sospetto autore del delitto. Qualche ora dopo Sherlock Holmes arresta Jefferson Hope, di nazionalità americana, cocchiere, pregiudicato per minacce nei confronti della vittima, di cui era un antico rivale in amore. Reo confesso. Il 9 marzo Jefferson Hope muore in carcere per un aneurisma
Movente vendetta per un'antica rivalità amorosa
Colpevole non perseguito per morte del reo
Caso chiuso

Un breve corridoio dal pavimento polveroso portava alla cucina e ai locali di servizio. Due usci si aprivano, a destra e a sinistra. Uno era palesemente chiuso da molte settimane, l'altro apparteneva a quella che doveva essere stata la sala da pranzo. Era per l'appunto la stanza dove si era svolto il misterioso dramma. Holmes entrò e io lo seguii, invaso da quel senso di sacro rispetto che sempre ispira la presenza della morte. L'ambiente era quadrato e appariva più vasto per l'assenza di ogni mobile. Una carta da parati volgarissima, a tinte violente, rivestiva le pareti, ma era macchiata qua e là di muffa e, in alcuni punti, pendeva a brandelli, rivelando l'intonaco giallastro. Di fronte all'uscio c'era un camino ornamentale, sormontato da una mensola di finto marmo bianco. In un angolo della mensola era fissato un mozzicone di candela di cera rossa. L'unica finestra era tanto sudicia che la luce sembrava penetrare a fatica, dando a ogni cosa una tinta grigiastra, accentuata dal denso strato di polvere che ricopriva tutto, nella stanza.
Studio_in_rossoQuei particolari li osservai più tardi. Al momento, la mia attenzione era concentrata sulla macabra figura che giceva sul pavimento, con gli occhi spenti, fissi verso il soffitto macchiato. Era un uomo sui 43 o 44 anni, di statura media, le spalle larghe, i capelli neri ricciuti e una barbetta corta e ispida. Indossava la finanziera e il panciotto di pesante panno nero, e calzoni chiari. Il colletto e i polsini erano immacolati. Un cilindro in perfette condizioni era posato accanto a lui. Il morto aveva i pugni chiusi e le braccia allargate, mentre le gambe erano contorte una sull'altra, come se l'agonia fosse stata penosissima. Il viso aveva un'espressione di orrore e, mi parve, di odio, quale non avevo mai visto su volto umano. Quell'atroce e sinistra contrazione dei lineamenti, unita alla fronte bassa, al naso camuso e alla mascella prognata del morto, gli davano un aspetto scimmiesco che la posa innaturale accentuava. Ho visto la morte sotto molte forme, ma mai mi era apparsa con un aspetto tanto orrendo come in quella macabra stanza prospiciente una delle principali arterie della periferia londinese.
Lestrade, con la sua solita aria da furetto, se ne stava presso la porta. Salutò Holmes e me. «Questo sarà un caso clamoroso, signor Holmes», osservò. «Batte tutti i precedenti che conosco... E non sono un novellino.»
«Nessun indiziato?» domandò Gregson.
«Nessuno», rispose Lestrade.
Sherlock Holmes si avvicinò alla salma, si inginocchiò e la esaminò attentamente. «Siete sicuri che non ci siao ferite?» domandò additando le chiazze di sangue sparse tutt'attorno.
«Sicurissimi», risposero in coro i due investigatori.
«Allora, questo sangue appartiene a un secondo individuo... Presumibilmente all'assassino, se c'è stato un delitto. Mi vien fatto di ricordare le circostanze che accompagnarono la morte di Van Jansen, a Utrecht, nel 1834. Si rammenta il caso, Gregson?»
«No, signore.»
«Legga quella storia... Dovrebbe interessarle. Non c'è niente di nuovo sotto il sole, tutto è già stato fatto prima.»
Mentre parlava, le sue dita agilissime svolazzavano di qua e di là, un po' dappertutto, tastando, premendo, esaminando, mentre i suoi occhi avevano quella stessa espressione svagata che ho già descritto. L'esame fu compiuto con tale sveltezza che nessuno avrebbe mai intuito la minuziosità con cui era stato condotto. Finalmente, egli fiutò le labbra del morto e osservò le suole delle sue scarpe di vernice.
«Non è stato spostato per niente?» domandò.
«Non più di quanto era necessario per esaminarlo.»
«Beh, può trasportarlo all'obitorio», concluse Holmes. «Non c'è ninet'altro da appurare.»

Da Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso

Avvertenza per il lettore
Gli scettici sono soliti sostenere che Sherlock Holmes non sia mai esistito. Se così fosse, naturalmente, non sarebbero esistiti neppure Enoch J. Drebber e Jefferson Hope, protagonisti di questo delitto. Tuttavia, negli ultimi decenni, studiosi autorevoli hanno accreditato l'ipotesi che l'inventore dell'investigazione scientifica non sia stato mero frutto di invenzione letteraria, ma un investigatore dilettante, ex studente di ingegneria, medicina e scienze naturali, nonché autore di innumerevoli studi scientifici sugli argomenti più disparati, dalla classificazione delle impronte digitali all'analisi di diversi tipi di tabacco (tralasciando poi quanti hanno voluto vedere in Sherlock Holmes nient'altro che un nom de plume, dietro cui si sarebbe nascosto un chirurgo inglese, Joseph Bell, teorico del metodo deduttivo nell'indagine scientifica e maestro di Conan Doyle). 
Alcuni studiosi avrebbero anche cercato di stabilire l'esatta data di nascita del celebre investigatore: secondo William S. Baring-Gould (Sherlock Holmes of Baker Street, 1962), sarebbe nato «nelle prime ore del mattino di venerdì 5 gennaio 1854». In seguito, molti hanno contestato questa data, preferendole quella del 25 ottobre (quest'ultima sarebbe favorita anche dall'ipotesi, avanzata nel 1981 sul Times da David Sinclair, che Sherlock Holmes fosse del segno dello Scorpione, e non del Capricorno, come sarebbe stato invece se si dovesse dar credito alla data precedente).
Altri studiosi, poi, hanno trovato tracce del passaggio dell'investigatore di Baker Street in diversi episodi della storia londinese. Tra questi, è doveroso ricordare il ritrovamento, nel 1961, da parte di Study_in_terror uno studioso americano, un certo Ellery Queen (A study in terror), del diario privato del dottor Watson, in cui si rivelava per la prima volta la partecipazione dell'infallibile investigatore alle indagini, avvenute intorno al 1988, sui delitti di Jack lo Squartatore (v. 9 novembre).
Altri studiosi hano poi sostenuto che Sherlock Holmes avrebbe conosciuto Karl Marx mentre questi stava lavorando al Capitale: l'incontro (mai confermato, e tuttavia nemmeno smentito, dalle fonti marxiane) sarebbe avvenuto nel 1877, quando entrambi frequenatvano la sala di lettura del British Museum. Altre fonti, invece, danno per certo un suo incontro con il reverendo Charles Lutwidge Dodgson, alias Lewis Carroll; anche di questo, tuttavia, non si sono potuti trovare riscontri nelle biografie dell'autore di Alice nel paese delle meraviglie.
FreudSecondo un altro studioso di questioni sherlockiane, Nicholas Meyer (The seven-percent solution, 1974), Holmes si sarebbe invece affidato, per un certo periodo, alle cure di Sigmund Freud, per disintossicarsi dalla cocaina; e sebbene anche in questo caso non si siano potuti trovare riscontri da parte dei biografi freudiani, studi successivi hanno però indirettamente avvalorato questa tesi, rilevando numerose analogie tra il metodo di indagine sherlockiano e quello psicanalitico.
In ogni caso, nonostante i molti punti ancora oscuri della sua biografia, non si possono ignorare i numerosi dati che confermerebbero senz'altro la presenza di Sherlock Holmes a Londra tra il 1854 (data ufficiale della sua nascita) e i primi anni del secolo successivo. È giocoforza dedurne, dunque, che anche i casi analizzati (e risolti) dal segugio di Baker Street, quand'anche non siano documentati da altre fonti che dal "canone" sherlockiano, abbiano un quanto mai probabile fondamento di verità. A partire proprio da quello del 4 marzo, qui trattato.

da Un delitto al giorno di Riva & Viganò, Baldini Castoldi Dalai editore, pag.104-106

8
8 commenti
8
07 Lug 2007
alle 15:37

AngoloNero

Beh, grazie a Nova... Speriamo che ad Adriano la risposta giunga in tempo utile!

7
06 Lug 2007
alle 23:54

Nova

Se non mi sbaglio -il libro lo ho letto molto tempo fa- di Hope si parla solo dal suo arresto in poi. La sua identificazione e cattura sorprende molto il buon Lestrade e l'altro poliziotto, che battevano altre strade, e poi per ricostruire il movente c'è tutta la storia della sua amata, la parte "americana" del libro, per così dire. Comunque è la seconda metà del volume, pressappoco.

6
23 Ott 2006
alle 14:14

Adriano

uhm peccato!speriamo che qualcuno si faccia avanti!

5
22 Ott 2006
alle 12:13

AngoloNero

Ciao Adriano,
io non sono in grado di risponderti, ma chissà se qualcuno dei lettori di questo blog può farlo...

Ciao,
A.

4
22 Ott 2006
alle 11:58

Adriano

Salve gente!Mi sono un po' interessato al libro "Uno studio in rosso" e presto mi impegnerò ad acquistarlo....vorrei solo sapere una cosa se non è troppo....mi incuriosisce molto la figura di Jefferson Hope.Quando si comincia a parlare di lui per la prima volta nel libro?e che cosa viene detto a proposito?Purtroppo la prof di letteratura inglese ci ha fatto analizzare soltanto l'ultima parte del caso Drebber quindi,non abbiamo approfondito i fatti precedenti all'arresto di Hope.In libreria mi hanno detto ke non è facile trovare il libro,quindi dovrò aspettare un po' di tempo...Spero che possiate rispondermi.Grazie

3
08 Mar 2006
alle 22:42

AngoloNero

@follia: chissà...
@Sauro: boh...

:))

2
08 Mar 2006
alle 17:31

Sauro Sandroni

Umpf. Questa storia è vecchia. Sherlock Holmes E' ESISTITO. Vi do la prova: Corrado Augias è suo figlio illegittimo. La somiglianza, del resto, parla da sola. E poi sentiamo: perchè Augias sarebbe così fissato con i gialli? Beh... elementare, Watson.

Scherzi a parte: Sherlock Holmes E' ESISTITO. DEVE essere esistito. (qui ci starebbe bene una faccina da pazzo: non so quale sia). Una Londra di fine Ottocento non è neanche immaginabile, se Holmes non fosse esistito...

ma E' ESISTITO.

(Scusate la sovrabbondanza di maiuscole)

1
06 Mar 2006
alle 00:44

follia

mmm bel mistero... comunque quando giri per le vie di londra e passi per baker street ti ritrovi certi personaggi vestiti da Sherlock Holmes ... una volta a me era capitato uno altissimo ( ho tanto di foto ) biondo che dava volantini per una mostra...

;))

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