Il blog del mistero
Visto che non l'ho fatto prima, riporto la recensione di Nero balsamico di Roberto Valentini (citato qua), già pubblicata sul numero 3 del Falcone Maltese
“Di colore bruno scuro, carico e lucente, manifesta la propria densità in una corretta scorrevole sciropposità” è la definizione ufficiale dell’aceto balsamico tradizionale. Nero balsamico (Todaro editore) di Roberto Valentini è il terzo appuntamento col delitto del giornalista-detective Carlo Castelli.
La trama
Carlo Castelli sta indagando su un caso di tombe profanate per conto della Gazzetta Modenese, il giornale per cui lavora. Si parla di satanismo e si mormora che ci sia di mezzo una banda di motociclisti locali. L’incontro con i bikers non è dei più promettenti: Castelli, lui, guida una BMW 850, “una roadster da quarantacinquenne in debito di gioventù”, mentre loro girano su aggressive Harley Davidson. Solo una ragazzina si dimostra collaborativa e fa il nome di un certo “Pol Pot”.
Nel frattempo però viene rinvenuto il cadavere di Alfredo Biondi, un amico di Castelli, piccolo ristoratore e presidente del Consorzio dell’Aceto Balsamico Tradizionale. Una morte orribile: l’uomo è stato sgozzato e poi gettato in un tino di aceto. Un chiaro segnale, quasi di stampo mafioso.
Le due indagini, quella pubblica e quella privata, procedono in parallelo, perché anche nel secondo caso spunta il nome di “Pol Pot”. L’inchiesta si fa sempre più pericolosa man mano che emergono interessi miliardari e intrecci politici a livello europeo, se non mondiale, legati al prezioso “nero balsamico”.
Il commento
Siamo alla terza avventura di Carlo Castelli, un tempo rampante giornalista milanese e adesso, dopo Tangentopoli, confinato alla provincia modenese. Provincia nella quale si trova come un ragno nel suo buco, cioè benissimo. Ha riscoperto il piacere della vita lenta, delle bevute in compagnia, della famiglia (la splendida moglie Zeba e adesso anche il piccolo Michele, figlio adorato). Ama le moto e il buon vino ma non ha perso l’abitudine di portare allo scoperto i vizi della provincia modenese, che ha tre cose importanti: la ceramica, le Ferrari e l’aceto balsamico. Castelli-Valentini le ha demolite tutte e tre, lavando in pubblico i panni sporchi che di solito si tengono chiusi in casa.
Buona l’idea, bella l’ambientazione, forse un po’ troppo complicato il meccanismo poliziesco, se è vero che “la complessità è sempre elegante e pulita. È la complicazione a essere sciatta e sporca”. Nell’insieme, però, un bel giallo e un ottimo romanzo. Da leggere accompagnandosi a una bottiglia di buon vino, magari di quelle suggerite alla fine del libro.
L’autore
Roberto Valentini è nato nel 1960, vive in provincia di Modena e lavora in una società di comunicazione (così come Castelli). Ha studiato a Bologna dove ha avuto due “compagni di merende” che sono familiari ai lettori di gialli: Marcello Fois e Carlo Lucarelli. Dice di sé: “Siccome diffido degli scrittori che scrivono per se stessi, scrivo per il mondo intero e ci metto cuore, mente e sudore”. Con l’editore Todaro ha già pubblicato Terre rosse e Impasto perfetto.
Roberto Valentini
Nero balsamico
Todaro Editore
Collana Impronte
Pagine 200
Prezzo 14,00 euro
Uscita marzo 2005
Genere: giallo
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